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Meccanicismo
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Il mwawmeccanicismo è una concezione mwbafilosofica che sostiene la natura esclusivamente mwbqcorporea di tutti gli mwbgenti, assimilati ad un assemblaggio di più parti componibili tra loro, il cui comportamento mwbwmotorio è ritenuto esclusivamente di tipo mwcameccanico, privo cioè di un mwcqfine o di un ordine che non sia quello stabilito da mwcgcause unicamente mwcwquantitative.cite-ref-treccani-1-0[1] Si contrappone pertanto a concezioni come il mweavitalismo e l'mweqolismo.cite-ref-2[2]
Contents
• Storia
• Critiche
• Note
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Significato
Le formulazioni più celebri del meccanicismo sono quelle di mwhgCartesio, il vero padre di esso, in quanto la sua mwhwmwiares extensa, distinta dalla spirituale mwiqmwigres cogitans, è caratterizzata da un meccanicismo mwiwdeterministico assoluto, che riguarda non solo la materia inanimata, ma anche gli mwjaanimali diversi dall'uomo, visti da Descartes come pure macchine.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Sarà quindi mwlgPierre Simon Laplace, in un testo del mwlw1814, ad enunciare il nucleo centrale del meccanicismo deterministico moderno:
«Noi dobbiamo considerare lo stato presente dell'
universo
come l'effetto di un dato stato anteriore e come la causa di ciò che sarà in avvenire. Un'intelligenza che, in un dato istante, conoscesse tutte le forze che animano la natura e la rispettiva posizione degli esseri che la costituiscono, e che fosse abbastanza vasta per sottoporre tutti i dati alla sua analisi, abbraccerebbe in un’unica formula i movimenti dei più grandi corpi dell'universo come quello dell'atomo più sottile; per una tale intelligenza tutto sarebbe chiaro e certo e così l'avvenire come il passato le sarebbero presenti.»
(Pierre Simone de Laplace, Saggio filosofico sulle probabilità, Introduzione, pag. 3, Parigi 1814cite-ref-5[5])
Il nesso con la matematica e col calcolo è ciò che differenzia il meccanicismo moderno da quello antico. L'universo viene considerato guidato dalle mwqwleggi della dinamica di mwraIsaac Newton: note le mwrqforze che agiscono tra una particella e l'altra trovare il moto del sistema significa risolvere un sistema di mwrgequazioni differenziali che, una volta completate con i cosiddetti mwrwdati iniziali permettono di conoscere l'evoluzione del sistema a qualunque istante di tempo, sia passato che futuro. I problemi in questo senso vengono dall'enorme numero di equazioni da risolvere (uno per ogni mwsaatomo dell'universo) e dall'impossibilità di conoscere nello stesso istante la posizione e la velocità di ogni particellacite-ref-7[7] Questo è appunto quanto afferma Laplace: se l'universo è una macchina che risponde a precise leggi matematiche, conoscendo esattamente il suo stato presente è possibile calcolare ogni suo stato futuro sulla sola base di queste leggi.
Nel mwtgSeicento non c'erano dubbi: "l'orologiaio dell'universo è mwtwDio; nei secoli successivi il potere della mwuamatematica è enormemente cresciuto; l'ambizione del meccanicismo moderno è fare della mwuqscienza stessa un ‘orologiaio' se non divino senz'altro abbastanza potente da controllare e sottomettere la natura prossima, quella che entra nel campo diretto dei suoi interessi. Le mwugscienze umane (mwuwpsicologia, mwvademografia, mwvqantropologia etc.) approfondiscono questo disegno. Il meccanicismo, nato nella fisica, si volge all'indietro per includere anche il mwvgsoggetto che lo sta utilizzando, ovvero l'mwvwuomo. Stante il rapporto soggetto-oggetto (che è il modello gnoseologico del meccanicismo) l'inclusione dell'uomo nell'ambito del '‘calcolabile’' allarga il meccanicismo all'intero Universo; più potente lo strumento, più ampio il campo della sua applicazione
Modello esplicativo
Riassumiamo in breve il meccanicismo come modello esplicativo:
• la mwygmateria è qualcosa di oggettivo: o è una mwywcosa, che sussiste indipendentemente dal soggetto (mwzarealismo), oppure si presenta nel soggetto come cosa indipendente (mwzqfenomenismo); sotto l'aspetto fisico la cosa non cambia;
• la natura è economica, fornendo per ogni fenomeno la spiegazione più semplice possibile;
• la mwbwesperienza, per diventare scienza, va sottratta alla particolarità dell'individuo concreto e va ricondotta ad una mwcaesperienza media astratta ed oggettiva; il meccanicismo seicentesco distingue le qualità oggettive o primarie da quelle soggettive o secondarie; nel Settecento tale distinzione perde peso soprattutto grazie alle critiche di mwcqGeorge Berkeley e poi di mwcgKant e mwcwKarl Leonhard Reinhold; resta comunque l'esigenza di mwdaoggettivizzare l'esperienza;
Il meccanicismo esprime, astraendolo dal vissuto individuale, il punto di vista quotidiano sulla realtà ("mwegsenso comune", "atteggiamento naturale"); da ciò deriva la difficoltà ad imporsi di una visione antimeccanicistica nel primo Novecento: negare il meccanicismo sotto molti aspetti significa rivedere il nostro più radicato ed istintivo atteggiamento di fronte al mondo ed alle cose in esso presenti.
Tale concezione filosofica ha trovato applicazione nella mwfafisica meccanica, ovvero quella parte della mwfqfisica che studia le relazioni più elementari tra i corpi come quelle di massa, peso, velocità e accelerazione.
Storia
Il termine meccanicismo designa, nella storia del pensiero, una particolare concezione formulata già da alcuni antichi filosofi mwgagreci, come mwgqDemocrito ed mwggEpicuro, che avevano sostenuto mwgwmwhain nuce certi princìpi base del mwhqmaterialismo, secondo cui tutti i fenomeni della realtà sarebbero interamente riconducibili a leggi mwhgdeterministe di causa-effetto, anche se, per Epicuro e Lucrezio, sono possibili eventi totalmente privi di cause come il celebre mwhwclinamen.
Per il fatto di escludere la presenza di princìpi o modelli finalistici capaci di guidare il perenne fluire dei fenomeni, a Democrito venne attribuita la fama di voler assegnare leggi mwiqcasuali alla natura, nonostante il loro carattere rigorosamente determinista. mwigDante Alighieri nel mwiwMedioevo lo definì appunto come «Democrito, che 'l mondo a caso pone».cite-ref-8[8]
Il meccanicismo venne poi riformulato a partire dal mwmaSeicento, quando, sull'onda dell'entusiasmo per la mwmqRivoluzione scientifica, diversi pensatori si convinsero che era possibile spiegare la natura e l'uomo solamente in termini di massa, peso, nessi di mwmgcausalità. La figura maggiormente di spicco di questa tendenza fu senza dubbio mwmwRené Descartes, nei suoi trattati mwnamwnqDiscorso sul metodo e mwngIl mondo, in cui descriveva i risultati dell'applicazione a tutti gli aspetti della conoscenza del metodo matematico. Fatte salve le dovute distinzioni, in quanto Cartesio ondeggiò sempre tra meccanica e mwnwmetafisica (come dimostrano le sue mwoaMeditazioni metafisiche, ma anche l'idea del mwoqdualismo irriducibile, insito nell'uomo, di mwogmwowres cogitans e mwpamwpqres extensa, che quindi faceva sopravvivere un aspetto non meccanicistico all'interno del pensiero di Cartesio), quest'idea si diffuse ampiamente.cite-ref-treccani-1-1[1]
Fu in particolare il filosofo inglese mwqwHobbes, contemporaneo di Cartesio e seguace della sua teoria fisica, a teorizzare il meccanicismo ed applicarlo a tutti gli aspetti del reale.cite-ref-treccani-1-2[1] Secondo Hobbes tutti gli enti conoscibili non sono che corpi, e quindi la filosofia, in quanto mwsascienza mwsqmatematica e mwsggeometrica, non deve applicarsi ad altro che ai corpi. Anche l'mwswetica non è altro che calcolo matematico, in base al quale l'uomo individua le azioni più vantaggiose in funzione dell'appagamento dei propri bisogni. Peculiare fu poi l'applicazione del meccanicismo alla mwtafilosofia politica, da parte di Hobbes: nella sua concezione, l'intera struttura della comunità politica è concepita come un immenso mwtqLeviatano, cioè un organismo all'interno della quale regna la mwtgnecessità fisicamente rappresentata dal sovrano assoluto, in un certo senso il mwtwmwuadeus ex machina di un meccanismo di cui tutti i sudditi non sono che semplici ingranaggi, la cui unica libertà consiste nell'agire aderendo alla legge.
In seguito mwugSpinoza elaborò una potente e raffinata mwuwontologia geometrico-meccanicistica che pur integrando e perfezionando, risolvendone alcuni problemi, le aporie di Cartesio e Hobbes, recuperava tuttavia una concezione della natura come totalità sistemica unitaria, guidata da un principio non finalistico ma comunque mwvaimmanente.cite-ref-9[9]
Riassumendo, da mwwgGalileo a mwwwKant il meccanicismo si presenta con alcune caratteristiche ricorrenti che si possono riassumere nella regola delle '4 M': mwxametodo, mwxqmateria, mwxgmovimento, mwxwmatematica, ritenuti mwyaaccidenti primi o reali rispetto ad altri bollati come mwyqsecondari (ad esempio le mwygqualità del colore, odore, suono, sapore);cite-ref-treccani-1-3[1] se i quattro primi aspetti si trovano contemporaneamente presenti in una medesima teoria fisica o filosofica, siamo in presenza di una forma più o meno accentuata di meccanicismo.
Crisi del principio meccanicista
Il mw0qmeccanicismo, nell'accezione di mw0gdeterminismo, entrò in crisi con l'affermarsi della mw0wmeccanica quantistica. In fisica, le nozioni di determinismo e d'indeterminismo hanno una chiara definizione:
• Determinismo mw1gse ad uno stato fisico presente completamente definito corrisponde un unico stato futuro ad esso compatibile, altrettanto definito; a due stati presenti molto simili corrispondono due stati futuri molto simili.cite-ref-dorato-10-0[10]
• mw3aIndeterminazione mw3qse lo stato presente del sistema fisico non è completamente definibile oppure a un medesimo stato presente completamente definito possono corrispondere molti stati futuri possibili, uno solo dei quali si realizzerà.cite-ref-dorato-10-1[10]
L'indeterminazione viene introdotta, nella mw4wfisica moderna, dalle mw5adisuguaglianze di Heisenberg:cite-ref-heisenberg-11-0[11]
«Se si accetta che l'interpretazione della meccanica quantistica qui proposta sia corretta già in alcuni punti essenziali, allora dovrebbe essere permesso di affrontare in poche parole le conseguenze di principio. [...] nella formulazione netta del principio di causalità: "se conosciamo in modo preciso il presente, possiamo prevedere il futuro", non è falsa la conclusione, bensì la premessa. In linea di principio noi non possiamo conoscere il presente in tutti i suoi dettagli. [...] siccome tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della meccanica quantistica e quindi all'equazione
Δ
Δ
x
⋅
⋅
Δ
Δ
p
x
∼
∼
h
{\displaystyle \Delta x\cdot \Delta p_{x}\,\sim \,h}
, mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità.»
(Werner Karl Heisenberg,cite-ref-heisenberg-11-1[11] 1927)
In effetti, le relazioni d'indeterminazione implicano la non validità del mw7wdeterminismo (come si evince fin dal nome di tali relazioni), mw8anon della mw8qcausalità.cite-ref-laudisa-12-0[12] Questa distinzione non era chiara tra la fine degli anni '20 e i primi anni '30 del Novecento.cite-ref-pettoello-13-0[13] mw-gMax Born scrisse in un articolo del 1927 su indeterminazione quantistica e perdita della causalità in modo analogo ad Heisenberg: «mw-wL'impossibilità di misurare esattamente tutti i dati di uno stato impedisce la predeterminazione dello svolgimento successivo. Di conseguenza, il principio di causalità perde, nella sua comune formulazione, ogni senso. Infatti, se è impossibile per principio conoscere tutte le condizioni (cause) di un processo, diventa un modo di dire vuoto che ogni evento ha una causa.»cite-ref-born1-14-0[14] Ma in seguito lo stesso Born cambiò opinione: nella meccanica quantistica «mwaqanon è la causalità propriamente detta ad essere eliminata, ma soltanto una sua interpretazione tradizionale che la identifica con il determinismo.»cite-ref-born2-15-0[15] Basta infatti riscrivere l'indeterminazione posizione/momento
mwaqc Δ Δ x ⋅ ⋅ Δ Δ p x ≥ ≥ ℏ ℏ 2 {\displaystyle \Delta x\cdot \Delta p_{x}\,\geq \,{\frac {\hbar }{2}}}
nella forma
mwaqs Δ Δ x o ⋅ ⋅ Δ Δ v o ≥ ≥ ℏ ℏ 2 m {\displaystyle \Delta x_{o}\cdot \Delta v_{o}\,\geq \,{\frac {\hbar }{2m}}}
per rendersi conto che non si può avere, in linea di principio, conoscenza esatta delle condizioni mwaq0 ( x o , v o ) {\displaystyle (x_{o},v_{o})} del sistema ad un dato istante mwaq4 t o {\displaystyle t_{o}} : tanto più si tenta di ridurre l'incertezza sulla variabile mwaq8 x o {\displaystyle x_{o}} , tanto più aumenta l'incertezza su mwara v o {\displaystyle v_{o}} (relazione di mwareproporzionalità inversa tra le due). Ci si trova nel primo dei due casi possibili d'indeterminismo: mwarilo stato presente non è completamente definibile.
Le disuguaglianze di mwarqKennardcite-ref-16[16] e di mwarkRobertsoncite-ref-17[17] mostrano un ulteriore significato dell'indeterminazione quantistica. Mentre le disuguaglianze di Heisenberg implicano sempre una misura, e il conseguente disturbo da questa provocata su misure dell'osservabile coniugata (mwar4indeterminismo operazionale), quelle di Kennard e Robertson evidenziano proprietà caratteristiche dei sistemi quantistici (mwar8indeterminismo intrinseco). L'indeterminazione passa dall'essere un fenomeno inerentemente legato agli strumenti e alle misure, ad essere una peculiarità della meccanica quantistica. È il formalismo matematico della teoria (mwasaspazi di Hilbert a infinite dimensioni) ad implicare l'indeterminismo quantistico, secondo le tesi del mwaserealismo strutturale.cite-ref-18[18] O in alternativa si tratta di una caratteristica degli enti quantistici (mwasyfotoni, mwascparticelle massive), che si differenziano anche per questo mwasgindeterminismo intrinseco dagli enti della mwaskfisica classica (mwasoonde o particelle macroscopiche), come sostiene il mwassrealismo scientifico. In entrambi i casi, l'indeterminazione risulta essere una peculiarità fondativa ed essenziale della meccanica quantistica.
Due citazioni, una del 1763 di mwas0Ruggero Giuseppe Boscovich (che scriveva della descrizione dinamica di un insieme di punti materiali e sembra anticipare la famosa ipotesi del “demone di mwas4Laplace”) e l'altra, di due secoli dopo, del premio Nobel mwas8Murray Gell-Mann mostrano l'enorme differenza epistemologica che separa la mwatafisica classica dalla mwatemeccanica quantistica:
«
Anche se un tal problema sorpassa il potere dell'intelletto umano, qualsiasi matematico può vedere che il problema è ben definito [...] e che una mente che avesse le capacità necessarie per trattare tale problema in forma appropriata e fosse abbastanza brillante da percepirne le soluzioni [...] tale mente, dico, a partire da un arco continuo descritto in un intervallo di tempo, non importa quanto piccolo, da tutti i punti della materia, potrebbe derivare le leggi della forza [...] Se la legge delle forze fosse conosciuta, così come la posizione, velocità e direzione di tutti i punti in un dato istante, sarebbe possibile per una tale mente prevedere tutti i movimenti successivi che dovranno necessariamente avvenire, e predire tutti i fenomeni che necessariamente seguono da essi.
»
(Ruggero Giuseppe Boscovich,cite-ref-19[19] 1763)
«
Se non siamo in grado di fare previsioni sul comportamento di un nucleo atomico, immaginiamo quanto più fondamentalmente imprevedibile sia il comportamento dell'intero universo, anche disponendo della teoria unificata delle particelle elementari e conoscendo la condizione iniziale dell'universo stesso. Al di sopra e al di là di quei principi presumibilmente semplici, ogni storia alternativa dell'universo dipende dai risultati di un numero inconcepibilmente grande di eventi accidentali.
»
(Murray Gell-Mann,cite-ref-20[20] 1996)
Se in mwat0meccanica classica si poteva immaginare l'universo come un sistema consequenziale, causativo, univoco e quindi prevedibile, con l'introduzione della mwat4meccanica quantistica non è più epistemologicamente possibile darlo per scontato, ma è necessario tenere conto che fenomeni basilari della realtà sono descrivibili solo in termini mwat8probabilistici. Dato che l'intero universo è composto da particelle quantiche e che pertanto tutti gli eventi e i fenomeni ne sono condizionati, il principio di indeterminazione si proietta sull'intero campo dello scibile umano con forti conseguenze sul piano mwauafilosofico e teoretico.
Critiche
La concezione meccanicistica così come esposta da mwaumLaplace, che prevedeva la possibilità di un mwauqfuturo rigidamente determinato dalle condizioni del mwauupassato, fu fortemente criticata in mwauyetà romantica, specialmente dai pensatori mwaucidealistici, che posero lo mwaugSpirito, ovvero l'mwaukIdea, o la Coscienza, come principio primo al posto della mwauomateria.cite-ref-21[21]
In particolare il meccanicismo, se poteva andar bene nel campo della materia inerte propria dei mwavaminerali, risultava per costoro insufficiente a spiegare la mwavevita degli mwaviorganismi mwavmanimati, nei quali sembrava piuttosto agire una sorta di mwavqfinalismo, operante in senso mwavuevolutivo, dove cioè è il futuro a determinare le condizioni del passato, e non viceversa.
«Il meccanismo da solo è ben lungi dal comprendere tutto ciò che costituisce la natura. Infatti non appena mettiamo piede nel campo della natura organica, cessa per noi ogni concatenazione meccanica di
causa ed effetto
. Ciascun prodotto organico sussiste per sé medesimo, la sua esistenza non è dipendente da un'altra esistenza.
Ora, la causa non è mai lo stesso che l'effetto; solo tra cose del tutto differenti è possibile una relazione di causa ed effetto. Ma l'organizzazione produce se stessa, deriva da se stessa; ogni singola pianta è soltanto il prodotto di un individuo della sua specie e così ogni singola organizzazione produce e riproduce via via all'infinito solamente la propria specie. Ogni organizzazione ha a fondamento un concetto perché dove c'è relazione necessaria del tutto con le sue parti e delle parti con il tutto, lì è il concetto. [...]
Ma questo concetto risiede nella stessa organizzazione, non può esserne affatto separato: essa organizza se stessa. Non la sua forma soltanto, ma la sua esistenza risponde ad un fine. Non si poteva organizzare senza già essere organizzato.»
(Friedrich Schellingcite-ref-22[22])
Dal punto di vista mwavwneotomista, mwav0Sofia Vanni Rovighi notò come le reazioni chimiche fra due stesse sostanze possono dare luogo nei corpi viventi alla formazione di mwav4isomeri che presentano proprietà chimico-fisiche diverse. Secondo la scienza, l'assimilazione dei nutrienti, la crescita e la riproduzione si verificano comunque grazie ai mwav8catalizzatori chimici, anche in presenza di isomeri di per sé non favorevoli a questi processi. Tuttavia, la scienza non spiega come, nella concorrenza di molteplici catalizzatori possibili, operi sempre quello favorevole all'assimilazione delle sostanze e alla conservazione dell'individuo. Tale fatto fu visto come una prova dell'esistenza di un'anima non materiale che presiede a tutti i processi chimico-fisici -talora molto complessi- dell'organismo, indirizzandoli verso l'unico e comune fine della conservazione della persona.cite-ref-23[23]
Il biologo tedesco mwawuHans Driesch abbandonò la concezione meccanicista per fare propria la nozione mwawyaristotelica di mwawcmwawgentelechia, a seguito di un esperimento durante il quale furono distrutte metà delle mwawkcellule di un mwawoembrione e, nonostante questo, non nacque mezzo animale, ma un animale intero, seppure di dimensioni ridotte. Driesch ne concluse che gli animali non sono macchina poiché, quando quest'ultima viene privata di una parte, non è in grado di rigenerare ciò che ha perduto.cite-ref-24[24]
Il filosofo americano mwaxaColin Murray Turbayne ha sostenuto che la "filosofia meccanicistica" è un perfetto esempio di mwaxemetafora che è stata inconsciamente reinterpretata come una verità letterale.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]
Note
cite-note-treccani-11. ↑ mwayomwaysmwaywMeccanicismo, su mway0treccani.it.
cite-note-22. ↑ mwazemwazimwazmMeccanicismo, su mwazqtreccani.it.
cite-note-33. ↑ mwazgmwazkmwazoL'animale macchina secondo Cartesio, su mwazsdocplayer.it.
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cite-note-55. ↑ Trad. it. in Laplace, mwaamOpere, a cura di O. Pesenti Cambursano, pag. 323, Torino, UTET, 1967.
cite-note-61. mwaacmwaagmwaakLa figlia di Cartesio: l'automa Francine, su mwaaowordsmusicandstories.wordpress.com.
cite-note-77. ↑ Proprio per questi motivi la mwaa4meccanica statistica studia sistemi formati da un gran numero di elementi attraverso le loro proprietà medie.
cite-note-88. ↑ Dante, mwabiInferno, canto IV, v. 136.
cite-note-99. ↑ mwabcmwabgmwabkL'Ethica di Spinoza: un paradigma alternativo al meccanicismo, su mwaboariannaeditrice.it.
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cite-note-2727. ↑ mwalw(mwal0mwal4ENmwal8) mwamamwameThe Myth of Metaphor. Turbayne, Colin Murray. University of South Carolina Press (1962) Introduction p. 5 su hathitrust.org
Bibliografia
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Voci correlate
• mwanuDeterminismo
• mwancMaterialismo
• mwankCausalità (filosofia)
• mwansJulien Offray de La Mettrie
• mwan0Paul Henri Thiry d'Holbach
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-filosofiameccanicismo, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) mechanical philosophy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-meccanicismo-dizionario-di-filosofiaMeccanicismo, in Dizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.